Titolo: De bello... rustico

Autore: Nunzio Lepore nasce in una piccola frazione del comune di Montefalcione in provincia di Avellino nel “lontano”, come usa dire, 19 aprile 1952; quinto di sei figli ed unico maschio adorato da genitori e nonni, e lo si può ben immaginare, ma anche e soprattutto dalle sue cinque sorelle.
Gli anni dell’infanzia trascorrono felicissimi in compagnia di amici fraterni e carissimi, fortunati alunni di una minuscola scuola di campagna in cui passano a turno ottime maestre ed in particolare una deliziosa signora, straordinaria insegnante, capace di infondere nei piccoli a lei affidati un forte amore per la conoscenza ed anche di instaurare un profondo legame d’affetto mai venuto meno in seguito.
Queste premesse sono fondamentali per indirizzarlo a frequentare l’Istituto Magistrale seguendo l’istinto e lo spirito emulativo che lo spinge a diventare a sua volta un buon insegnante. Si iscrive poi all’Orientale, prestigioso ateneo napoletano per gli studi linguistici; ma sono anni burrascosi quelli di fine ’60 e così i suoi propositi vengono stravolti dai viscerali rigurgiti dei moti di protesta e di contestazione dello “status quo ante” politico - sociale. Comincia pertanto a frequentare i cortei studenteschi e fa il suo ingresso nel mondo del movimento sindacale, interessato soprattutto alla difesa dei più deboli e meno organizzati: in particolare i sottoproletari del mondo rurale, cioè braccianti e mezzadri.
Trascorre più di dieci anni da dirigente sindacale della categoria dei braccianti diviso tra la difesa di un minimo reddito, anche assistenziale, per i più diseredati e le lotte assai più avanzate di salariati e lavoratori forestali, spesso sfociate in occupazioni di cantieri e in scioperi alla rovescia per costringere Enti ed Istituzioni a nuovi investimenti produttivi ed all’apertura di nuovi cantieri di lavoro, soprattutto nel campo della forestazione.
Passa successivamente al mondo cooperativo in cui opera ancora oggi, ma non perde mai di vista le sue origini campagnole e i suoi primi passi da dirigente sindacale in agricoltura; proprio perciò resta assai sensibile ai temi della vita contadina.

Abstract: Nel racconto del “De bello… rustico”, al centro della scena, oltre alla storia d’amore assai coinvolgente e commovente, resta a pieno titolo e con tutti gli onori uno spaccato del mondo contadino irpino oggi molto più raro a trovarsi ma che in gran parte andrebbe recuperato nelle sue linee più vitali: aggiornato, certo, al progresso segnato (e inquinato…!) dalle odierne e moderne tecnologie, ma sempre limpidamente delineato nei suoi principi e caratteri fondamentali assolutamente diamantini.
La speranza è che anche minuscole iniziative come quella presente servano a contribuire ad una accelerazione nella comprensione, a livello globale, degli enormi problemi che ci sono di fronte e al “serrare le fila” di una sempre più ecumenica e partecipata “Organizzazione Mondiale della Solidarietà”.
Augurio che l’autore esprime nella lingua classica: “Ad maiora!”

Isbn: 978-99-7418-464-4
Pagine: 298
Prezzo: € 4,00


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