Titolo: Cercando l'elisir

Autore: Guido Tanca, di Milano, è autore o coautore di una decina di libri, antologie di racconti o brevi romanzi, nonché di alcuni saggi inediti. I suoi lavori più recenti, oltre a Il mistero di Rogelio, (Prospettiva editrice) sono Trilogia fantastica, (Prospettiva rditrice) del 2005, da cui nel 2006 è stato anche tratto il volume italo-ungherese Storie della Baranya - Történetek Barányaból (Prospettiva editrice) a cura di Patrícia Nagy, e Dalla dimora antica, (Prospettiva editrice) scritto con le sorelle Roberta e Daniela Bertelloni di Pietrasanta e pubblicato nel 2005.

Abstract: Una scoperta scientifica può essere nota da molto tempo, senza che il suo significato sia mai stato pienamente capito. In particolare, dopo tanti anni, ci risulta ancora difficile ammettere che un farmaco possa produrre i propri effetti anche quando non c’è, e dedurre tutte le conseguenze che sono implicite in questo fatto. Se a un uomo, oppure a un animale, si somministra una sostanza dotata di poteri farmacologici, e se tale somministrazione viene ripetutamente associata alla presentazione di uno stimolo anodino (come un suono, una luce o un odore), questo stimolo neutro acquista il potere di produrre, da solo, gli stessi effetti del farmaco, perché si è instaurato un “condizionamento pavloviano”. Questa osservazione, venerabile per antichità, non è stata certamente ignorata. La sua riscoperta ha propiziato la nascita della Psiconeuroimmunologia. Però le sue implicazioni non sono state pienamente comprese, perché essa significa che le medicine agiscono provocando le stesse risposte fisiologiche che l’organismo potrebbe produrre anche da solo.
Se questa conclusione vale per i farmaci già noti, deve valere anche per quelli che non esistono ancora e che forse non saranno mai inventati. Persino le guarigioni miracolose diventano comprensibili, come manifestazioni dell’intrinseca capacità di autoguarigione dell’Organismo vivente. Questa capacità può esprimersi per effetto di un farmaco, ma occasionalmente può manifestarsi anche in modo spontaneo. Persino un ipotetico Rimedio assoluto, capace di guarire ogni male, oppure un immaginario Elisir dell’Immortalità, funzionerebbero soltanto perché i loro effetti sono impliciti nel nostro repertorio di risposte fisiologiche. Dunque, non avremmo bisogno di attendere dalla Scienza il dono dell’immortalità, perché siamo immortali già adesso, almeno potenzialmente.
Questo argomento, con altri, costituisce l’oggetto del presente saggio. Inoltre, esso si basa sull’ipotesi che la nostra Specie possieda fin dall’origine un potenziale intellettivo che, sebbene ampio, è però limitato. L’Umanità rielabora continuamente, in forme diverse nelle varie epoche storiche, le stesse idee fondamentali, gli Psichemi. Il loro potere è paragonabile a quello del nostro patrimonio genetico, su cui oggi si incentra l’attenzione degli scienziati e dei profani. Perciò, in un certo senso, le nostre speranze di raggiungere l’immortalità, e le resistenze psicologiche che si oppongono a questa conquista, sono già implicite nelle concezioni mitiche o magiche dei nostri antenati. Questa ipotesi giustifica lo spazio che ho dedicato al Mito, alle illusioni alchemiche del Taoismo, ma anche a dottrine più attuali, che in qualche modo rispecchiano certe antiche intuizioni, o che ci consentono di intravedere vaghi barlumi di immortalità. Non sono soddisfatto dell’attuale stesura di questo saggio, in cui mi dilungo forse troppo nell’esposizione di idee altrui, ma credo che contenga alcune idee interessanti, e perciò lo propongo in una versione elettronica, che considero meno “impegnativa” - e più facilmente modificabile - di una edizione cartacea, alla quale potrò pensare in seguito.


Isbn: 978-88-7418-493-4
Pagine: 187
Prezzo: € 4,00


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